Oooops! Attenzione alle montagne russe!

E’ possibile proteggersi da tsunami di volatilità come quello che si è scatenato giovedì sui mercati finanziari, legato alle news proveniente dalla Svizzera? Sì, è possibile, specialmente se si opera secondo una strategia di Spread Trading su diversi sottostanti.

Giovedì abbiamo avuto un perfetto esempio della protezione offerta da questa strategia, che mostra la sua robustezza proprio quando si verificano casi di alta volatilità e direzionalità improvvisa dei mercati.

Come tutti sanno, intorno alle 10.30 si è verificato un improvviso crollo dell’euro e di tutti gli indici azionari, scatenato dalle notizie proveniente dalla SNB (la banca nazionale svizzera) che ha rimosso il “floor” sul cambio a 1,20 e tagliato i tassi a -0.75%. Ci sono state oscillazioni enormi, mai viste intraday da mesi a questa parte: tutti i cross contro franco svizzero sono letteralmente impazziti, spingendo i grafici fuori scala, come si vede dai grafici USDCHF e EURCHF su base daily.
EURCHF + USDCHF
Non è dato sapere quanti stop loss siano saltati. La conta dei morti si farà solo dopo che la tempesta è passata. Purtroppo chi era dalla parte sbagliata del mercato si è visto bruciare il conto, chi invece era dalla parte giusta ha fatto bingo. Nemmeno un giorno dopo, fioccano i comunicati stampa sulle perdite registrate da diversi broker forex, e non si parla di piccoli broker di lontani paradisi fiscali, bensì di colossi internazionali come IG, FXCM e Alpari.

Questa tempesta valutaria ha scatenato una reazione immediata sui mercati azionari, con gli indici impazziti e la borsa di Zurigo in caduta libera. In meno di mezz’ora, sulla borsa di Francoforte l’indice DAX30 ha segnato oltre 3% di perdita, per poi recuperare velocemente. Tali oscillazioni intraday possono far letteralmente saltare per aria un portafoglio, grazie agli effetti della leva finanziaria.  Ma osserviamo un fatto eccezionale: mentre DAX e STOXX precipitavano, le operazioni in spread trading su questa coppia di indici rimanevano stabili e invariate, senza subire nessun contraccolpo. Zero. Come se niente fosse.

20150115 spread nella tempesta 3
Si vede bene nel grafico intraday a 5 minuti. Sui due indici (grafici di sinistra) è evidenziato in giallo il brusco movimento di ribasso, dalle 10:30 alle 11:00, che poi è stato riassorbito. Nel grafico di destra invece c’è il nostro indicatore SpRaI, che indica l’andamento della posizione in spread trading tra questi due indici, cioè la sintesi delle due operazioni: negli stessi minuti è rimasto praticamente piatto, nemmeno una piccola oscillazione, come si vede nell’area azzurra del grafico. Per essere precisi, il valore dello SpRaI ha oscillato tra 3.1850 e 3.1760, cioè un’escursione di 0,3% mentre gli indici sottostanti facevano uno yo-yo di -3%.

La volatilità dello spread è stata pari a 1/10 di quella dei mercati sottostanti!

Dove sta il trucco? Semplicemente, si tratta di una posizione in hedging (cioè long su un indice short sull’altro) quindi il saldo rimane stabile anche quando entrambi gli indici crollano (o salgono). Infatti mentre una delle due perde, l’altra contemporaneamente guadagna, e così il bilancio totale si mantiene in equilibrio.

In conclusione, adottando una strategia di spread trading, si possono ammortizzare le oscillazioni improvvise del mercato e proteggere il proprio portafoglio da possibili sorprese.


Se vuoi saperne di più su questa strategia e sugli strumenti da utilizzare per operare intraday o multiday, mandami una mail a SpreadTradingClub@Gmail.Com e ti risponderò personalmente.

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