Come si scelgono gli spread

Per impostare correttamente gli spread, è sufficiente seguire questi 4 semplici passaggi:

  1. scegliere una famiglia di mercati correlati
  2. impostare i grafici di tutte le possibili combinazioni
  3. individuare il rapporto di forza A/B
  4. ordinare i mercati secondo la forza relativa

Vediamo questi passaggi uno ad uno.


1. Scegliere una famiglia di mercati correlati

Il primo passaggio consiste nella scelta di una famiglia di mercati correlati.

A questo livello di analisi, non ci interessa approfondire la correlazione dal punto di vista matematico e statistico. Ci basta sapere che si tratta di un gruppo di sottostanti che hanno delle caratteristiche in comune, perché appartengono alla stessa categoria di strumenti, o allo stesso segmento di mercato.

Ecco alcuni esempi di famiglie di mercati correlati:

  •  gli indici europei: Dax, Stoxx, Cac, etc.
  •  gli indici americani: S&P500, Nasdaq, DowJones, Russell
  •  le materie prime agricole: Cacao, Zucchero, Frumento, Cotone, etc.
  •  le materie prime energetiche: CrudeOil, NaturalGas, BrentOil, Gasoline, Heating Oil
  •  le azioni del settore hi-tech quotate a Wall Street
  •  le azioni europee del settore finanziario-assicurativo

Avvertimento: occorre selezionare mercati che sono denominati nella stessa valuta, per non introdurre l’effetto cambio nel calcolo dei risultati. Per esempio, se consideriamo gli indici europei, scegliamo solo quelli dell’area euro: includeremo le borse di Madrid, Parigi, Francoforte, ma escluderemo la borsa di Londra, Zurigo o di Stoccolma perché sono quotate rispettivamente in GBP, CHF e SEK.

Torniamo al procedimento e prendiamo come esempio le materie prime energetiche: Brent Oil, Crude Oil , Gasoline, Heating Oil, Natural Gas.

Prepariamo una tabella con tutte le possibili combinazioni in riga e in colonna. Se abbiamo una famiglia di N mercati, avremo un numero di combinazioni pari a (N*N-N), cioè tutte le cella della tabella di N righe ed N colonne, escludendo gli incroci lungo la diagonale.

Siamo pronti per passare alla seconda fase.


2. impostare i grafici di tutte le possibili combinazioni

Per ogni combinazione, tracciamo il grafico dello spread. Usiamo sempre le stesse impostazioni per l’indicatore, lasciando le impostazioni di default. Come timeframe, utilizziamo un timeframe di lungo periodo, come quello giornaliero.

Per ogni coppia avremo due grafici: lo spread A/B e lo spread B/A.

Quindi, se abbiamo una famiglia di N mercati, ci ritroviamo con un numero di grafici pari a (N*N-N). Infatti corrisponde a tutte le possibili combinazioni della tabella (N*N) escludendo quelle lungo la diagonale.

Abbinando i grafici delle coppie A/B e B/A, dovranno risultare speculari, come in questo esempio.

Se non sono speculari, vuol dire che in uno dei due grafici mancano alcuni dati, perché probabilmente ci sono stati dei giorni di chiusura differenti. Spiegazione: se c’è un giorno in cui A è aperto e B è chiuso, il grafico A/B mostra comunque quel dato, mentre il grafico B/A salta una giornata e passa alla successiva.

A questo punto, passiamo alla terza fase, per stabilire i rapporti di forza.


3. individuare il rapporto di forza A/B

Per ogni coppia, dobbiamo capire: quale dei due mercati è il più forte?

Confrontando i due possibili spread A/B e B/A, sceglieremo quello che mostra un andamento crescente. Per convenzione, infatti, abbiamo scelto di denominare tutti gli spread con il mercato più forte al numeratore.

In questo esempio, si vede chiaramente che lo spread Gold/Platinum ha un andamento rialzista molto regolare, dal 2013 fino ad oggi. Useremo quindi sempre l’abbinamento Gold/Platinum e scartiamo l’abbinamento Platinum/Gold.

In altri casi può capitare che il grafico di lungo periodo non mostri un andamento preciso. Allora possiamo zoomare su un periodo più recente (ultimi 18 mesi oppure ultimi 6 mesi) e cercare un trend di breve periodo.

In questo esempio, si vede chiaramente che nello spread tra Gasoline e Natural Gas nel lungo periodo (3 anni) c’è un andamento laterale.

Per capire quale dei due è il più forte, zoomiamo sul periodo più recente: osservando gli ultimi 6 mesi sul grafico daily, si riconosce una tendenza rialzista su Gasoline/NatGas.

A questo punto per ogni coppia potremo mettere un segno + quando lo spread è crescente e un segno – quando lo spread è decrescente.

D’ora in poi, considereremo come validi useremo solo gli spread con il segno + e scarteremo quelli con il segno -.


4. ordinare i mercati secondo la forza relativa

L’ultimo passaggio consiste nell’ordinare la tabella in modo da avere i mercati in ordine di forza decrescente, dal più forte al più debole.

Ci basterà contare quante volte compare un + nella riga di quel mercato e indicare questo valore nell’ultima colonna, denominata “forza A”. Possiamo fare lo stesso lavoro in verticale, colonna per colonna: riportiamo nell’ultima riga “forza B” il numero di segni + che compare in ogni colonna.

A questo punto, ordiniamo le righe dall’alto verso il basso secondo il valore decrescente della “forza A” e le colonne da destra verso sinistra secondo il valore crescente della “forza B”.

In questo modo abbiamo ordinato i mercati in ordine decrescente di forza relativa e sappiamo esattamente su quali coppie lavorare in spread. Le combinazioni valide sono soltanto quelle della metà superiore della tabella.

Con questo ultimo passaggio abbiamo completato la selezione degli spread di una famiglia di mercati e possiamo passare alla fase operativa, che consiste nella scelta del timeframe e dei parametri di input dell’EA.


Tabelle dei principali spread

Di seguito sono indicate le tabelle delle principali combinazioni di spread tra mercati correlati, disposti in ordine di forza relativa

Commoditie – Energetiche

Commodities – Metalli

Commodities – Agricole

Indici – Europa

Indici – USA


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